Archive for Maggio, 2008
Albert Einsten studente..
“Albert [...] per quanto desse ai familiari segni di ingegno precoce, non si distinse a scuola. Giunto alle scuole medie, trovò disgustoso il sistema di insegnamento tedesco, e entrò in conflitto coi professori che da parte loro lo maltrattavano. [...] Rovesci di fortuna fecero emigrare la famiglia a Milano e Einstein, lasciato a Monaco a finire i suoi studi, si dette per malato e raggiunse i suoi in Italia. [...] Poi cercò di essere ammesso al Politecnico di Zurigo, ma non avendo la regolare licenza media fu rifiutato e non riuscì nemmeno a superare gli esami di ammissione, per quanto eccellesse in matematica e fisica. Andò allora per un anno a fare studi di riparazione al Gymnasium di Aarau [...] Finalmente, entrato al Politecnico di Zurigo, …”
Emilio Segrè, Personaggi e scoperte nella fisica contemporanea, Edizioni scientifiche e tecniche (EST) Mondadori, 1997. ISSN 0303-2752
Windows Vista è la delusione più grande del 2007
The 15 Biggest Tech Disappointments of 2007
#1. No Wow, No How: Windows Vista

Five years in the making and this is the best Microsoft could do?
It’s not that Vista is awful. The integrated security and parental controls are nice, and the Aero interface is as whizzy as it gets. Searching and wireless networking are much faster and easier than under XP.
It’s just that Vista isn’t all that good. Many of the innovations the operating system was supposed to bring–like more efficient file and communications systems–got tossed overboard as Microsoft struggled to get the OS out the door, some three years after it was first promised. Despite its hefty hardware requirements, Vista is slower than XP.
When it debuted last January, incompatibilities were rampant–in part because hardware and software makers didn’t feel any urgency to revamp their products to work with the new OS. The user account controls that were supposed to make users feel safer just made them feel irritated. And at $399 ($299 upgrade) for Windows Ultimate, we couldn’t help feeling more than a little gouged.
No wonder so many users are clinging to XP like shipwrecked sailors to a life raft, while others who made the upgrade are switching back. And when the fastest Vista notebook PC World has ever tested is an Apple MacBook Pro, there’s something deeply wrong with the universe.
We have no doubt Vista will come to dominate the PC landscape, if only because it will become increasingly hard to buy a new machine that doesn’t have it pre-installed. And that’s disappointing in its own right.
PC World contributing editor Dan Tynan used to be disappointed, now he tries to be bemused.
No commentsI guadagni della chiesa cattolina..
Lo Stato della Città del Vaticano è amministrato dalla Prefettura per gli Affari Economici, che si occupa della gestione finanziaria dello Stato sovrano più piccolo al mondo. Le fonti di reddito principali sono:
- L’Obolo di san Pietro, costituito dalle elemosine offerte al papa dai fedeli in tutto il mondo: nel 2002 il gettito è stato di 52,8 milioni di euro.
- Gli incassi dei Musei Vaticani (circa 4 milioni di visitatori all’anno).
- I profitti realizzati dall’Istituto per le Opere di Religione (IOR), istituto bancario incaricato di investire il patrimonio della Santa Sede.
Le Conferenze episcopali nazionali gestiscono autonomamente il bilancio della Chiesa nei vari Paesi, raccogliendo le offerte dei fedeli e, in alcuni Paesi, godendo di finanziamenti dallo Stato. In Italia, in base al Concordato del 1984, ogni fedele può scegliere di versare l’8 per mille dell’Irpef alla Chiesa Italiana (936,5 milioni di Euro nel 2004).
- La seguente tabella riporta le entrate relative ad alcuni paesi:
| Paese | Ricavi Milioni di euro. |
|---|---|
| Italia | 981 |
| Stati Uniti d’America | 5000 |
| Francia | 446,5 |
Lo Stato italiano non finanzia lo Stato Vaticano, ma la Conferenza Episcopale Italiana riceve un contributo stabilito in base alle normative finanziarie, il cosiddetto “otto per mille“. Inoltre sono attualmente previste dalle normative fiscali agevolazioni (come l’esenzione ICI, l’abbattimento del 50% dell’IRES, agevolazioni IRAP) per le istituzioni religiose, ospedaliere, educative, tra cui anche quelle dipendenti dalla Chiesa. Inoltre vi sono particolari situazioni di beneficio dovute all’extraterritorialità di alcuni beni del Vaticano.
Estratto da Wikipedia..
No commentsIl cervello di Albert Einsten.. che fine ha fatto?
La mattina del 18 aprile 1955, poche ore dopo la morte del più grande e stupefacente scienziato di tutti i tempi, il patologo Thomas Stoltz Harvey dell’ospedale di Princeton ebbe la felice idea di “rubare†il suo cervello.
Nelle ore successive indisse una conferenza stampa in cui dichiarò che la preziosa reliquia sarebbe stata conservata da lui per carpire i segreti di cotanta genialità .
Per diversi anni però cervello e ladro scomparvero dalla scena fino a riapparire in tempi recentissimi.
Da quel momento sono stati diversi gli studi condotti sulla materia grigia più famosa del mondo, ma nessuno è giunto a conclusioni significative.
Cosa caratterizza il cervello di Albert Einstein? Perché divenne un genio? Possono essere individuati dei fattori fisiologici?
Il cervello di Einstein non è molto più grande di altri cervelli. Tuttavia i lobi parietali, sede delle facoltà matematiche, musicali e del linguaggio, sono più ampi del normale di circa il 15 per cento. Inoltre Einstein non aveva un solco (chiamato la scissura di Silvio) e si è pensato che proprio questa assenza permettesse ai neuroni di comunicare tra loro più facilmente.
Ricerche precedenti a questa avevano invece dimostrato che anche la densità del suo cervello era fuori dal comune, mentre la sua corteccia cerebrale era più sottile.
L’ultimo studio in ordine di tempo è stato pubblicato sul numero di settembre di Brain Research Reviews. Il prof. Colombo ha confrontato il cervello di Albert Einstein con 4 individui, morti alla stessa età dello scienziato, senza sintomi neurologici o psichiatrici noti, scoprendo che:
“gli astrociti di Einstein si rivelano di dimensioni maggiori e si evidenzia un maggior numero di masse terminali interlaminari, che raggiungono la dimensione di 15 micron di diametro. Condizione di significato sconosciuto spesso descritta nel disturbo di alzheimer.”
Il che vuol dire che il cervello di Einstein sembra più simile a quello di un paziente di alzheimer che a quello di un genio!
Il problema di questo studio, e di tutta la letteratura sull’argomento, purtroppo è a monte:
4 soggetti di controllo non danno alcuna informazione. Qual è la media dimensionale degli astrociti nella popolazione generale? Non sapendo nulla sulla variabilità naturale di queste cellule nella popolazione, un diametro superiore ai 15 micron delle masse interlaminari terminali non significa niente in quanto non sappiamo affatto se il cervello di Einstein sia speciale, e rispetto a chi.
C’è inoltre da aggiungere che il povero cervello di Einstein, che forse meriterebbe l’estremo riposo, è quello di uomo di 76 anni, un cervello invecchiato e sottoposto a naturale degenerazione neurale. Piuttosto diverso dal cervello del giovane che formulò e sviluppò le sue famose e mai smentite teorie diverse decadi prima di morire.
Per scoprire qualcosa di più del legame fra genialità e strutture corticali sarebbe più utile studiare un gruppo molto ampio di geni, della fisica e di altre discipline, vivi!
Comprendere il cervello di Einstein è un obiettivo un po’ scientifico e un po’ romantico che probabilmente non verrà mai raggiunto.
E quasi sicuramente la curiosità , mista a un po’ di umile reverenza, resterà tale.
Indovinello di Albert Einstein
Albert Einstein scrisse questo indovinello agli inizi del ‘900. Disse che il 98% della popolazione non sarebbe in grado di risolverlo. Se pensi di essere all’interno del 2% delle persone, risolvi l’indovinello e lo saprai. (Non ci sono trabocchetti, usa solo la logica!!!)
INDOVINELLO
In una strada ci sono 5 case dipinte in 5 colori diversi. In ogni casa vive 1 persona di differente nazionalità e ciascuno dei padroni di casa beve una bevanda diversa, fuma una marca di sigarette diversa, tiene un animaletto diverso.
DOMANDA: a chi appartiene il pesciolino?
INDIZI:
1) L’inglese vive in una casa rossa
2) Lo svedese ha un cane
3) Il danese beve thè
4) La casa verde è a sinistra della casa bianca
5) Il padrone della casa verde beve caffè
6) La persona che fuma pal mal ha uccelli
7) Il padrone della casa gialla fuma ms
8 ) L’uomo che vive nella casa centrale beve latte
9) Il norvegese vive nella prima casa
10) L’uomo che fuma le blans vive vicino a quello che ha i gatti
11) L’uomo che ha i cavalli vive vicino a quello che fuma ms
12) L’uomo che fuma le bleu masters beve birra
13) Il tedesco fuma le prins
14) Il norvegese vive vicino alla casa blù
15) L’uomo che fuma le blans ha un vicino che beve acqua
L’Italia vista dal New York Times
“Il modello di vita low-tech (a bassa tecnologia) può ammaliare i turisti, ma l’utilizzo di Internet e del commercio elettronico sono tra i più bassi di Europa, così come gli stipendi, gli investimenti dall’estero e la crescita. Le pensioni, il debito pubblico e il costo dell’amministrazione pubblica sono invece tra i più alti.
Gli ultimi dati fanno riferimento una nazione più vecchia e più povera, a tal punto che il suo vescovo più importante ha proposto di incrementare i pacchi cibo per i poveri.
Il 70% degli italiani tra i 20 e i 30 anni vive a casa dei genitori, condannato a una adolescenza sempre più lunga e poco produttiva. Molti dei più brillanti, come i più poveri un secolo fa, lasciano l’Italia.
Ronald Spogli, l’ambasciatore americano che conosce l’Italia da quaranta anni, avverte che l’Italia rischia una diminuzione del suo ruolo internazionale e delle relazioni con Washington. I migliori amici dell’America sono i business partner e l’Italia non è tra i più importanti. La burocrazia e regole poco chiare hanno portato gli investimenti USA in Italia a soli 16,9 miliardi di dollari nel 2004 mentre in Spagna erano 49,3 miliardi.
In Danimarca il 64% delle persone ha fiducia nel Parlamento, in Italia il 36%. Le statistiche indicano che l’11% delle famiglie italiane vive sotto il livello di povertà e che il 15% ha difficoltà ad arrivare a fine mese con il proprio stipendioâ€.
One piece.. semplicemente il miglior manga mai creato
Tutto ebbe inizio in un piccolo villaggio di mare.
Qui viveva Monkey D. Rufy, un ragazzino con un sogno: diventare un giorno un pirata. In quel periodo il villaggio era frequentato da una banda di pirati alquanto “bizzarra”; non erano certo dei malfattori, anzi trascorrevano le giornate presso la locanda del paese bevendo e facendosi scherzi goliardici vicendevolmente. Rufy, con insistenza, chiedeva loro ogni giorno e più volte al giorno di prenderlo con loro sulla nave, ma il capitano, Shanks il Rosso, ogni volta rifiutava oppure lo prendeva in giro.
Fu durante uno di quei pomeriggi che per dimostrare il proprio coraggio il ragazzino si ferì sotto l’occhio, procurandosi quella cicatrice così caratteristica e mangiò, per errore, un frutto del diavolo, quello dell’albero Gom-Gom; ma quello stesso giorno una banda di masnadieri aveva fatto irruzione nel villaggio e si era fatta beffa di Shanks e della sua ciurma, che non reagirono alle angherie di codesti individui. Rufy, che vedeva nei pirati un esempio ed un modello da seguire, si arrabbiò molto e si sentì tradito dai suoi “eroi”.
Trascorsero alcuni giorni, quando i masnadieri tornarono nel villaggio. Essi trovarono presso la locanda solo la padrona, Makino, e Rufy, intenti a discutere di quanto successo l’ultima volta (Makino cercava di spiegare al ragazzino che Shanks e gli altri, non reagendo alle provocazioni dei masnadieri, avevano dimostrato di essere più “veri uomini”, che se invece avessero ceduto). Tuttavia Rufy era irruento ed avventato, come solo i ragazzini sanno essere, e per questo motivo attaccò briga con i masnadieri, cadendo nel loro trabocchetto.
Venne rapito e rapidamente la notizia si sparse per il villaggio, fino ad arrivare alle orecchie dei pirati. La banda di Shanks il Rosso scese in campo per difendere un amico, il piccolo Rufy. Read more
Man on mars?
Guardiamo la foto: Read more
No commentsTrovare le password di MSN
Trovare le password di msn di uno nostro amico/a è molto semplice basta mettere su una penna questo programma (mspass.exe):
http://www.nirsoft.net/utils/mspass.html
e avviarlo nel computer della vittima.. il programma troverà le password di tutti gli account che vengono lanciati su quel pc..
Per funzionare è necessario che la vittima abbia spuntato la voce “salva password” in Windows Live Messeger infatti cosi facendo la chat salverà questa in un file nascosto del sistema che MSPASS sa trovare e decriptare..
No commentsCompiz fusion..
Altro che il desktop di Windows guardate cosa può fare un sistema Linux con Compiz Fusion..
E non ci vuole mica un supercomputer ed essere esperti d’informatica per avere tutto ciò, basta installare un sistema Linux..
Avete notato la fluidità dei movimenti?
Non siete stanchi di usare un sistema come Windows che appena collegato in rete diventa inutilizzabile,scattoso e pieno di virus?